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🇮🇹DOPFrutta e frutta secca

Farina di Neccio della Garfagnana

Farina di castagne dolci prodotta in un'area definita della provincia di Lucca, in Toscana, da varietà di Castanea sativa Mill. tra cui Carpinese, Pontecosi e Mazzangaia, tra le altre. Le castagne vengono essiccate con una fiamma bassa ottenuta dalla combustione di gusci di castagne in tradizionali essiccatoi detti 'metati', poi macinate a pietra. Il contenuto massimo di umidità è del 10%. Il colore varia dal bianco all'avorio scuro.

Informazioni su questa denominazione

Farina di Neccio della Garfagnana è registrata come DOP con numero di fascicolo PDO-IT-0196, con protezione UE a decorrere dal 15 maggio 2001. L'identificativo eAmbrosia è EUGI00000013507. Una modifica ordinaria, con riferimento PDO-IT-0196-AM02, è stata approvata il 12 febbraio 2026 e pubblicata il 24 aprile 2026. La denominazione riguarda la farina dolce macinata da castagne di Castanea sativa Mill., in particolare le varietà Carpinese, Pontecosi, Mazzangaia, Pelosora, Rossola, Verdola, Nerona e Capannaccia, insieme alle varietà localmente denominate della medesima area definita. L'area geografica comprende diciannove comuni nominativamente indicati nella provincia di Lucca, tra cui Castelnuovo di Garfagnana, Barga, Bagni di Lucca e Fabbriche di Vergemoli, tra gli altri. Tutte le fasi di produzione, dalla raccolta all'essiccazione, alla molitura e al confezionamento, devono avvenire all'interno di tale area. L'essiccazione è effettuata con una fiamma bassa ottenuta dalla combustione di gusci di castagne, e la durata minima dell'essiccazione non può essere inferiore a 15 giorni dall'ultimo carico. La resa massima di castagne essiccate, pelate e pulite in proporzione alle castagne fresche avviate all'essiccazione è del 33% in peso. Prima dell'immissione sul mercato, la farina deve avere un contenuto massimo di umidità del 10%, una granulometria fine e un colore che va dal bianco all'avorio scuro. Il confezionamento per il consumatore finale a partire dal 25 novembre deve avvenire in sacchetti sigillati, idonei al contatto con gli alimenti, riciclabili o compostabili, con fondo quadrato, multistrato con strato esterno in carta di colore Pantone 4026 C, di capacità variabile fino a un massimo di 1 kg. Ogni unità deve riportare il logo della denominazione, la dicitura 'Denominazione Origine Protetta' o l'acronimo D.O.P., e il simbolo DOP dell'Unione europea.

Fonte: Il documento del registro da cui è stata scritta questa voce · recuperato 26 agosto 2026

Fatti distintivi

  • Registrata come DOP il 15 maggio 2001 con numero di fascicolo PDO-IT-0196; identificativo eAmbrosia EUGI00000013507.
  • L'essiccazione deve essere effettuata con una fiamma bassa ottenuta dalla combustione di gusci di castagne, per un minimo di 15 giorni dall'ultimo carico.
  • La resa massima di castagne essiccate, pelate e pulite rispetto alle castagne fresche avviate all'essiccazione è del 33% in peso.
  • Il disciplinare non ammette varietà di Castanea sativa Mill. diverse da quelle nominate o dalle varietà localmente denominate all'interno dell'area geografica definita.

Questa descrizione è stata tradotta automaticamente dall'inglese.

Uso HoReCa

La fonte individua alcune preparazioni tradizionali realizzate con Farina di Neccio della Garfagnana, tra cui la polenta di farina di castagne, i 'manafregoli' (farina di castagne cotta con il latte), il 'castagnaccio' (una focaccia al forno preparata con farina di castagne, olio d'oliva, noci e pinoli) e il 'neccio', una focaccia preparata con farina, acqua e sale che la fonte descrive come il pane della Garfagnana.