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🇮🇹DOPConserve

Pomodorino del Piennolo del Vesuvio

Conosciuto anche come: Pomodorino Piennolo, Piennolo del Vesuvio, Vesuvius cherry tomato

Pomodorino del Piennolo del Vesuvio PDO designa pomodori di piccole dimensioni appartenenti a cinque ecotipi denominati — 'Fiaschella', 'Lampadina', 'Patanara', 'Principe Borghese' e 'Re Umberto' — coltivati sui versanti del Vesuvio. Gli ibridi sono vietati. La denominazione riguarda il frutto venduto fresco, conservato nei tradizionali grappoli appesi detti 'piennolo', o trasformato, il tutto confezionato all'interno della zona di produzione.

Informazioni su questa denominazione

Registrato come PDO il 28 novembre 2006 con il numero di fascicolo PDO-IT-0576 (identificativo eAmbrosia EUGI00000013651), il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio PDO è prodotto e conservato in un'area definita della Provincia di Napoli comprendente diciotto comuni nominativamente indicati e una parte delimitata del comune di Nola. L'organismo richiedente è il Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP. Il disciplinare limita la produzione a cinque ecotipi noti con i nomi popolari 'Fiaschella', 'Lampadina', 'Patanara', 'Principe Borghese' e 'Re Umberto'. Non è consentito l'uso di ibridi. Il frutto fresco deve avere un peso non superiore a 25 g, un rapporto tra il diametro maggiore e quello minore compreso tra 1,2 e 1,3, e raggiungere un indice rifrattometrico minimo di 6,5 °Bx. Per il formato di conservazione a 'piennolo', i grappoli naturali raccolti ('schiocche') vengono intrecciati su spago di fibra vegetale e formati in un unico grappolo di grandi dimensioni con un peso compreso tra 1 kg e 5 kg al termine della conservazione. Tali grappoli devono essere appesi fuori terra in un luogo asciutto e ventilato. Durante la conservazione non è consentito alcun trattamento chimico; sono ammessi solo sistemi fisici come reti antiinsetto e dispositivi a ultrasuoni. Il confezionamento deve avvenire nelle aziende di produzione o nelle loro immediate vicinanze all'interno della zona di produzione. Le etichette devono riportare la dicitura 'Pomodorino del Piennolo del Vesuvio', la denominazione 'Denominazione di Origine Protetta' in caratteri di dimensioni superiori a qualsiasi altro elemento, il logo comunitario e il logo identificativo proprio della PDO, che raffigura la sagoma del pomodoro con un peduncolo che si prolunga a formare il profilo del Vesuvio.

Fonte: Il documento del registro da cui è stata scritta questa voce · recuperato 26 agosto 2026

Fatti distintivi

  • Registrato come PDO il 28 novembre 2006 con il numero di fascicolo PDO-IT-0576, identificativo eAmbrosia EUGI00000013651.
  • Sono ammessi solo cinque ecotipi denominati — 'Fiaschella', 'Lampadina', 'Patanara', 'Principe Borghese' e 'Re Umberto' —; gli ibridi non possono essere utilizzati.
  • Il frutto fresco deve raggiungere un indice rifrattometrico minimo di 6,5 °Bx e avere un peso non superiore a 25 g.
  • I grappoli conservati a 'piennolo' devono pesare tra 1 kg e 5 kg e non possono subire alcun trattamento chimico durante la conservazione.

Questa descrizione è stata tradotta automaticamente dall'inglese.

Note di degustazione

Campanian small cherry tomato from Vesuvius slopes, traditional "piennolo" hanging-bunch storage. Small bright-red tomato with thick skin, intensely concentrated sweet-tart-savory flavor with characteristic mineral-volcanic notes, exceptional storage (months).

Uso HoReCa

Il disciplinare precisa che il prodotto è stato tradizionalmente utilizzato per guarnire pizze e piatti di pasta che richiedono sapori e aromi intensi, e che il metodo di conservazione a 'piennolo' consente il consumo di pomodori interi e non trasformati per tutto l'inverno successivo alla raccolta.

Confezionamento

  • fresh-bunch-piennolo-500g
  • fresh-bunch-piennolo-1kg
  • glass-jar-conserva-500g
  • glass-jar-conserva-1kg

Stagionalità

JFMAMJJASOND